22 dicembre | SOLSTIZIO DEL “SOL INVICTUS”

Ė il momento in cui la Terra, nel suo moto di rivoluzione intorno al sole, raggiunge il punto di minima declinazione, che determina l’inizio dell’inverno boreale (e dell’estate australe)… e il giorno più corto dell’anno ovvero, a voler essere precisi, il giorno con meno ore di luce. Dopo una stasi di tre giorni, l’astro più luminoso di tutti inizierà la sua lenta salita verso il nord celeste e, di conseguenza, le giornate inizieranno via via a farsi più lunghe.

I nostri progenitori, i Romani, consideravano questo evento magico, a contrassegnare la nascita del dio supremo il Sol Invictus, cioè il “Sole Invincibile”. L’imperatore Aureliano nel 274 fissò il giorno del Sol invictus al 25 dicembre e, dopo aver abbracciato la fede cristiana, nel 330, l’imperatore Costantino con un decreto fece coincidere la festività pagana della nascita del Sole Invitto – Dies Natalis Solis Invicti – con il “Natale” Cristiano , ovvero il giorno della nascita di Gesù Cristo – la luce del mondo. 

Nei giorni precedenti la nascita del Sole invitto, dal 17 al 23 dicembre, venivano celebrati i Saturnalia, le celebrazioni tributate al padre degli dei Saturno e alla mitica “età dell’oro1 e 2. In questi giorni si consumavano lauti banchetti, si officiavano al dio sacrifici di animali e ci si scambiava STRENNE, “doni del buon augurio” cari a Strenna o Strenia, dea apportatrice di prosperità e buona sorte…

Per santificare la nascita del Sol invictus, in seguito immedesimato con Gesù Bambino, i Romani, riprendendo un rito che fu in origine dei Greci, offrivano al dio delle ciambelline ricoperte con del miele, da sempre cibo prediletto degli dei. Così le zeppole sono diventate il dolce tipico del Natale. La loro caratteristica forma, che riproduce l’Alfa (α) e l’Omega (ω), lettere che segnano l’inizio e la fine dell’alfabeto greco, raffigurano, quindi, la vita che rinasce in Cristo…