TESTIMONI DI UN GLORIOSO PASSATO, DELL'INCONTRO DI POPOLI E CULTURE, LUNGO L'INTERO ARCO COSTIERO: VECCHIE MURA DI CASTELLI, VILLE GENTILIZIE, CHIESE E SANTUARI... CI RIVOLGIAMO NON ALL'ESPERTO MA ALL'OSPITE CURIOSO E GOLOSO DI DELIZIE CULTURALI, A COLUI CHE INTENDE CONOSCERE QUALCOSA IN PIÙ DEI POSTI IN CUI VIENE A STARE...

...Giratesori...

          Su due livelli: il centro, arroccato alla cupola maiolicata della chiesa madre, e la spiaggia, Marina appunto,"...che quando dall'alto si contemplano le barchette, che ora compaiono sulle onde, ora spariscono, si direbbe siano sospese per aria." (Gregorovius). Ma andiamo per ordine, cominciamo dall'inizio... 

          A guardia del paese è un castello scarlatto, la FABBRICA SOLIMENE, opera del Solieri, dagli anni cinquanta monumento all'arte della terra rossa; a dritta invece il Corso Umberto I, che imbocchiamo...

          L'assalto dei turisti a caccia souvenir ceramici, il frastuono della vita moderna, rischiano di lasciare un cattivo ricordo di Vietri, di celarvi la sua anima costiera che, seppur viva e vegeta, ai candidi palazzi rococò del corso preferisce piuttosto la penombra dei vicoletti, le umili Edicole votive all'incenso delle basiliche, l'odore di panni stesi alla mondanità delle piazze...per conoscerla Vietri bisogna inseguirla quindi, nel cuore del borgo antico, barattar la luce con la penombra: ci guida la cupola di S GIOVANNI BATTISTA...

          Della fine del X sec, al suo interno un magnifico polittico con la MADONNA DELLE GRAZIE CONTORNATA DI SANTI forse della bottega del Sabatini, attigua, la splendida facciata ceramica dell'ARCICONFRATERNITA DELL'ANNUNZIATA E DEL SS ROSARIO...sono i cugini ricchi di mille capolavori dimenticati: pannelli murali, edicole votive, fontanine artistiche: c'è l'imbarazzo della scelta... 

        L'itinerario segreto, a farlo con calma, durerebbe troppo, tante le cose da vedere, e troppo poco il tempo a nostra disposizione; recuperiamo quindi il Corso, la luce, per sgorgare nella soleggiata piazza Matteotti, sul magnifico terrazzo che dà sul mare; avanti a noi: la Costa d'Amalfi, "un arco di montagne blu che chiude sull'orizzonte un'immensa quantità di mare blu" (Necco), è la Costa dei sogni, la meraviglia...

          Alle nostre spalle, lungo la bretella che collega alla Statale per Cava Dè Tirreni e Nocera, è il casale Molina, cosiddetta dagli floridi mulini che il confluire del Bonea, Summonte e Tulimei alimentava tutto l'anno...Spesso troppo, vista la frequenza delle alluvioni, ed il numero esiguo di monumenti rimasti in piedi; grossi guai fecero anche i restauri: la chiesa della MADONNA DELLA NEVE esempio fin troppo eloquente... 

          Dal punto in cui ci siamo ora, appena un sorso dalla bella FONTANINA CERAMICA, e giù per la discesa attigua al terrazzo: conduce a Marina, verso la lunga spiaggia, il mare...

Passato il ponticello sul Bonea, non dimentica dell'antica incombenza ci sbarra la strada l'imponente TORRE CRESTARELLA del XVI sec., parte dell'imponente piano difensivo architettato dal Viceré spagnolo Don Pedro de Toledo; poco oltre, tra le candide case che furono di marinai: la chiesa di S ANTONIO, edificata nel 1607 sulle rovine del tempio di Priapo, e l'annesso Convento, soppresso a seguito delle leggi eversive, ora adibito ad orfanotrofio. Chiudono l'arco costiero gli svettanti "DUE FRATELLI": i corpi di due antichi germani si tramanda, che il mare riunì oltre la morte: uno rapito dai Saraceni (forse durante la terribile incursione del '587) e perito nel tentar la fuga, l'altro di fame e di dolore, sulla riva del mare confidando nel suo ritorno...

         Ritornati sui nostri passi, non senza uno sguardo al costone opposto, al campanile moresco di S MARIA degli ANGELI o della SANITA' del XIII sec, nuovamente in piazza Matteotti imbocchiamo la Strada Statale 163 per poche centinaia di metri, fino al bivio per Raito, e di lì sempre dritti fino alla TORRE di Villa Guariglia, al MUSEO della CERAMICA...

         Avviata per fornir stoviglie alla popolazione, la fabbricazione della ceramica a Vietri divenne commercio, ricchezza...e arte, ch'apprezzarono soprattutto gli artisti teutonici, negli anni tra le due guerre, un vero e proprio "Periodo Tedesco" con Riccardo Dolker, Bad Hannasch, Irene Kowaliska...nelle quali mani fatate presero vita il famoso "ciucciariello", le dolcissime "madonnine", e mille "riggiole", e "vasette", e calici e tazze, e pannelli murali...in "pennellato vietrese", verde e azzurro, come l'orizzonte di Vietri...

   L'orizzonte che proprio da questo punto si può apprezzare al meglio, ma dopo il museo non possiamo tralasciare: RAITO, una manciata di case candide arroccate alla cinquecentesca chiesa di S MARIA DELLE GRAZIE e, quasi attaccata nel verde della collina, ALBORI, pigra, sonnolenta, con al centro la chiesa di S MARGHERITA, a picco sul tremendo vallone che precipita fino alla Marina omonima...ad una TORRE imponente, ad una manciata di case su di un fazzoletto di spiaggia, sulle reti stese al sole...

         Ripresa la strada costiera, qualche curva e siamo a FUENTI, la cala dei pirati. Su di un antico porto etrusco sorgeva Fonti, ultimo borgo della Repubblica Amalfitana, scalo commerciale ed estremo bastione, abbandonato a seguito di una terribile alluvione nel XII sec, poi divenuto inespugnabile roccaforte saracena... 

         La costa torna alta e selvaggia, disegna profondi valloni...già appare l'imponente Torre Vicereale: ma questa è storia di Cetara...

ELENCO DEI MONUMENTI E DEI SITI DI INTERESSE PAESAGGISTICO E CULTURALE:
FABBRICA SOLIMENE
FONTANE ARTISTICHE
CHIESA DI S GIOVANNI 
TORRE CRESTARELLA
S MARIA DEGLI ANGELI
VILLA GUARIGLIA/MUSEO DELLA CERAMICA
I DUE FRATELLI 
S MARIA DELLE GRAZIE - BENINASA
S MARIA DELLE GRAZIE - RAITO
S MARGHERITA - ALBORI
TORRE MARINA DI ALBORI