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TESTIMONI DI UN GLORIOSO PASSATO, DELL'INCONTRO DI POPOLI E CULTURE, LUNGO L'INTERO ARCO COSTIERO: VECCHIE MURA DI CASTELLI, VILLE GENTILIZIE, CHIESE E SANTUARI... CI RIVOLGIAMO NON ALL'ESPERTO MA ALL'OSPITE CURIOSO E GOLOSO DI DELIZIE CULTURALI, A COLUI CHE INTENDE CONOSCERE QUALCOSA IN PIÙ DEI POSTI IN CUI VIENE A STARE... |
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Una confusione di case bianche (come in Grecia, un pò di quella tradizione bizantina, non araba come i più credono, che accomuna il Meridione alle Isole egee), di archi, di cupole, di loggiati intrecciati di buganvillee, precipita dalle pendici dei Monti Comune e S Angelo a Tre Pizzi, sfida la gravità, si abbarbica con le unghie, quasi un'ultra scogliera sopra gli scogli aguzzi e sulla spiaggia ciottolosa, sulle barche... All'ingresso del paese è la TORRE SPONDA, immobile nel suo destino di guardiana, protegge la spiaggetta della Porta e la omonima GROTTA, ove antichi frequentatori (tra il Paleolitico Superiore ed il Mesolitico) lasciarono armi ed strumenti in selce. Al bivio, alla Sponda appunto, un sorso alla graziosa fontanella, e ci tuffiamo verso il mare attraverso via Cristoforo Colombo. Romantici alberghetti a picco sul mare, allegri baretti che ammiccano all'ombra delle buganvillee: tutto intorno è luce e gioia di vivere, è meraviglia...e leggenda: de LI GALLI, che dal mare occhieggiano imperterriti. Azzurri, come le acque in cui si specchiano, gli scogli delle Sirene o, forse, le Sirene stesse che, umiliate da Ulisse, dal dolore si lasciarono morire. Rocce che furono donne, e che tanto amò Rudolph Nureyev immaginandovi il tempio della danza (amore trasferitogli da Leonide Massime, che nella prima metà del XX sec., con l'aiuto del divino Le Corbusier, risistemò la torre, e vi costruì la magnifica villa, con annessa sala da musica). Di notte, quando spira lo Scirocco, nell'asfissiante "bofagna", sembra ancora d'indovinarne il canto, ed i tonfi delle navi che l'inganno delle perfide fece schiantare... Sulla roccia maggiore, "del Gallo Lungo", una VILLA ROMANA, e la TORRE di guardia angioina, DEL GALLO appunto...
Del XIII sec, ma rimaneggiata in epoca barocca, detenne vanto per l'esclusivo pavimento mosaicato, del quale purtroppo è scampato solo un breve frammento nella parte absidale. Preziosissime le opere d'arte custodite, tra le quali da non perdere: la cinquecentesca "CIRCONCISIONE" del Santafede; il busto-reliquiario del patrono "S Vito" e, soprattutto, la
"MADONNA NERA col BAMBINO IN GREMBO" posta sull'altare maggiore. Venne dal mare la sacra icona, attorno all'anno mille. Poi i Saraceni, il ratto...ma non riuscirono a scappare i predoni, una provvida tempesta bloccò infatti la nave, e l'icona stessa intimò agli infedeli "posa, posa". Di posarla cioè, sulla spiaggia, e in quel posto i pescatori costruirono la chiesa, e attorno il paese. Positano, da "posa posa"...Da non perdere la fantastica festa dell'Assunzione il 15 di agosto; in processione, sulla spiaggia, viene portata la statua ottocentesca della "Madonna di Positano": ove passa, smuovendo la sabbia, si scoprono brecciolini bucati, mistico talismano contro tutti mali..
Appena fuori, sull'entrata del campanile
(eretto nel 1707) è la lastra marmorea "della PISTRICE", mostruoso ed affascinante simbolo di
Positano. Attaccata, la targa a Flavio Gioia, inventore (ma assai più verosimilmente solo
scopritore) della Bussola: Positano ed Amalfi se ne contendono i natali...ma forse lo stesso personaggio è solo una
leggenda... Pochi passi ancora tra gli svolazzanti tessuti, quasi bandiere che fanno ala dai vicoletti, e siamo sulla famosa "Marina Grande". Pochi posti son comparabili a questo luogo, ove deliziosi ristorantini che aprono sull'arenile, contendono lo spazio, tra le barche in secca e le reti, alle boutiques di moda e le gallerie d'arte a cielo aperto, a mare aperto... Sul lato orientale la lunga spiaggia attrezzata, i bagni e, in fondo, le bellissime Grotte dell'Incanto...Sul versante opposto, sul limite occidentale, la passeggiata di via Positanesi d'America collega alla magnifica spiaggia di Fornillo. Verde, rocciosa, la guardano due maestose torri: la TRASITA, e quella di FORNILLO appunto, meglio nota come Castello Clavel, da Gilbert, il poeta svizzero che vi elesse residenza sugli inizi del secolo scorso... Oltre è la costa selvaggia, la brulla riviera sorrentina, in alto invece, lo "SCIACCONE", il magnifico belvedere, dove cielo e mare par si fondano in un meraviglioso abbraccio... Passata via del Saracino ora (sul limite occidentale della Spiaggia, appena tornati da via Positanesi d'America), nella piccola piazzetta imbocchiamo la ripida scalinata sul lato interno: è la "Scalinatella longa, longa, longa...", della celeberrima canzone appunto... Celebre, ma faticosa certamente, ci conduce sul ripido Viale Pasitea. Si arrampica lungo la costa l'arteria, insinuandosi in quella cascata di case, di archi, di alberghi e di ville che sembrano un'altra scogliera... In cima troneggia la "Chiesa Nuova", S MARIA delle GRAZIE, del XVIII sec. sarà la bizzarra forma ovale, sarà l'ampia cupola, ma l'impressione è che un pezzo di Grecia sia stato trapiantato in Costiera: conserva il più bel pavimento maiolicato della Costiera, del Chiajese... Da vedere infine: il pittoresco Rione LIPARLATI (ove secondo la tradizione risiedevano i Positanesi che commerciavano con la Spagna), arroccato alla bella chiesina cinquecentesca di S GIACOMO A LIPARLATI, e di lì, attraverso la ripida via Grado, il ridente borgo di Montepertuso, nei secoli bui estremo rifugio alle incursioni piratesche. Domina su tutto il "PERTUSO", il celebre foro nella roccia. Lo fece la Madonna, con un solo dito, mentre lottava contro Satana. In aprile i raggi del sole l'attraversano, ma i più vecchi giurano anche la luna...ma solo in certe notti...
ELENCO DEI MONUMENTI E DEI SITI DI INTERESSE PAESAGGISTICO E
CULTURALE:
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