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C.so
Reginna - Edicola della MADONNA delle CATENE - p.zza D'Amato - Chiesa di
S ROCCO - SCALA SANTA/COLLEGIATA -chiesa della MADONA del CARMINE -
proseguendo per v Vena MINORI/fraz TORRE
DIFFICOLTA': AGEVOLE
DURATA: 40 MINUTI
C'immettiamo ora sul corso principale: il cuore di Maiori...
Brulicante di vita, chiassoso, è il salotto dei Maioresi, da secoli il luogo preferito dall'aristocrazia...
Altezzosi e sostenuti come d'uopo alla casta, la nobiltà maiorese divenne addirittura proverbiale...piuttosto che incupirsi nelle attività amministrative, il giovin signore soleva levarsi alquanto tardi e, profittando della piacevole arietta che sempre a Maiori si leva dopo mezzogiorno, indossate sontuose livree, si portava proprio sul corso:
"MMIEZO MAJURE CAPPIELLE' A TRE PIZZE" (per le strade di Maiori indossando l'esclusivo tricorno)...a conversare, corteggiare le signore...far bella vita
insomma...
Cosicchè in città venne ad instaurarsi una sorta di anarchia, un senso di lassismo e di precarietà:
"O' SCUNCIERTO E MAJURE" (disordine di Maiori), reso ancor più grave dalla rassegnata convinzione che: "
'A LEGGE E' MAJURE TRE GGJHIUORNE RURA, ADDA ESSERE BON PENZATA PE' DURA' QUATTE
JURNATE!" (nell'anarchia generale nessuno rispettava le ordinanze per più di tre giorni, al massimo quattro se proprio si trattava di buone leggi!)
Per non parlare dei demagogici tentativi d'imbonire il popolo inferocito:
"T'ADDA ACCATTA' CHI NUN TE SAPE..." questi replicava
"...IO 'A MO' CA TE CONOSCO 'MBRELLINO 'E SETA!" (ti può credere/comprare chi non sà delle tue abitudini, io/popolo è da troppo tempo che inutilmente ti dò retta, la gente come tè è buona solo a passeggiare coll'ombrellino da sole...ma nell'uso corrente il proverbio ha una valenza assai più ampia, esteso un po' a tutti coloro che son prodighi di promessi e piuttosto scarsi nei risultati)...
Circa a metà corso,
l'edicola di "S MARIA delle CATENE"...
Del XVI sec, venne edificata, in ringraziamento alla Madonna, dai Maioresi miracolosamente salvatisi dal terribile corsaro "Barbarossa", ch'intendeva trarli schiavi a Costantinopoli. Votatisi alla Madonna, gli sventurati riuscirono a fuggire dalle navi, cosicchè ai piedi del tempietto posero i ceppi che li avevano cinti...
Qualche metro e siamo in piazza D'Amato, alla chiesina di S
ROCCO, sorta sui ruderi dell'antica chiesa di S Sebastiano "Intra Moenia" ("dentro le mura", del bastione cui dava il nome)...conserva sul paliotto dell'altare l'ANTICO STEMMA cittadino...
Forse una dozzina di passi ed i palazzi si aprono: è la "SCALA
SANTA", l'ingresso alla Collegiata...
Per tradizione detto ingresso è riservato alle celebrazioni sacre ed ai matrimoni (i defunti passerebbero per l'entrata laterale), ed è proprio dei novelli nunzi che veniamo ora a parlare...della componente gentile della coppia per la
precisione...
Assodato che le donne maioresi siano le più belle dell'intera Costa - conferma l'austero storico locale Matteo Camera: "Le donne, principalmente quelle del popolo, si fanno distinguere per la taglia e la grazia delle loro fattezze, talché potrebbero servir di modello a pittori e scultori." - tali splendide creature tuttavia mostrano un difetto. Ovvero la spiccata predilezione per gli uomini ricchi, ancora meglio se non troppo svegli, da poter "incastrare" e garantirsi a questo modo un'avvenire dorato; così è nato il detto "SAGLIUTA A' SCALA SANTA TROV'O' FESSO CA ME CAMPA" (l'ultima fatica della aspirante sposa sarà salire la ripida Scala Santa, in chiesa l'aspetta il futuro marito/fesso che la porterà a casa sua e la manterrà nel lusso e negli agi per tutta la vita! Sic!) I trompeures de femmes si ritengano avvertiti!
Risalita anche noi la Scala Santa, ci appare l'Insigne Collegiata di
S MARIA a MARE
Sul monte Torina, nel punto in cui sorgeva la Rocca S Angelo, (distrutta dai Pisani nel 1137) l'impianto originario risale alla cappella interna del fortilizio, dedicata a S Michele Arcangelo. Scampato alla distruzione, nel XIII sec il tempietto venne adattato a basilica per accogliere la statua della Vergine prodigiosamente ritrovata sulla spiaggia. Nel corso dei secoli l'edificio ha subito tutta una serie di trasformazioni ed ampliamenti, fino al 1836, quando l'architetto napoletano Pietro Valente che le impose l'attuale disposizione trinavale.
Degni di nota: lo stupendo SOFFITTO A CASSETTONI dorati, eseguito nel 1529 dal De Fulco; la settecentesca SACRESTIA dalla caratteristica forma a croce greca; il monumentale
ORGANO a canne opera del maestro Zeno Fedeli da Foligno; la statua della "MADONNA ASSUNTA" che il 15 Agosto di ogni anno, al culmine della processione, abilissimi marinai riportano in chiesa facendole compiere una corsa su per la Scala Santa, così a mimare la celeste Assunzione; la statua policroma di
S MARIA a MARE; la CRIPTA, ove sono conservate le spoglie di S Clemente Martire, uno splendido PAVIMENTO MAIOLICATO...
Nella Collegiata è allestito un piccolo MUSEO sacro del quale fanno
parte:
* una collezione di CODICI miniati di Canto Fermo;
* un PALITTICO cinquecentesco, di fattura gotica, con figure a
bassorilievo, è il più grande che si trovi in Italia;
* un RELIQUIARIO, in ebano intarsiato d'avorio, della fine del XIV sec;
* antichi ARREDI PONTEFICALI, tra cui una mitra ornata di gemme, la croce per le processioni, pianeta e piviali di velluto.
SANTA MARIA A MARE
Scolpita in legno di cedro del Libano, dovrebbe trattarsi di una delle poche immagini sacre scampate alla furia iconoclasta dell'imperatore bizantino Leone I Saurico (VIII sec). Trafugata da Costantinopoli ad opera di mercanti cristiani, venne ritrovata sulla spiaggia di Maiori nel 1204, racchiusa in una balla di cotone gettata in acqua (per alleggerirlo) da un bastimento in balia dei marosi. La tradizione vuole che appena fuori bordo la statuina calmò la tempesta. Per via del miracoloso ritrovamento la Madonnina venne detta S Maria "a Mare" ...
I Maioresi sono assai legati all'antica Madonnina, da secoli perpetuando la levataccia della terza domenica di Novembre allorquando, per celebrare il
patrocinio delle scampate alluvioni del XVIII sec, la prima messa alla "MARONNA E NOTTE" (la Madonna mattutina) viene celebrata appena alle prime luci dell'alba...
Sul lato sinistro dell'edificio, accorpata alla chiesa madre, si nota invece la
chiesetta di S MARIA del CARMINE, sede della omonima Arciconfraternita del 1535, al suo interno un bel CORO ligneo, quattro grandi TELE del Guerra datate 1879, ed un pregevole PAVIMENTO MAIOLICATO...
Sul lato interno la ripida via Vena congiunge a Minori (o meglio al delizioso villaggio di Torre, e di lì a Minori)...ma ne parleremo
un'altra volta...
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