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C.so
Reginna - PALAZZO MEZZACAPO - Chiesa della MADONNA di COSTANTINOPOLI - v
Roma - S DOMENICO - v Nuova Chiunzi - Chiesa di S PIETRO in POSULA -
attraversamento - v Vecchia Chiunzi - Chiesa S MARIA delle GRAZIE -
attraversamento - v Nuova Chiunzi - Chiesa di S MARTINO V. - frazione
Ponteprimario - v Parrocchiale - Chiesa di S MARIA del PRINCIPIO
DIFFICULTY: MEDIA
TIME: 3 ORE
On
the Corso (main road) passing D'Amato Square it bring us in front of the
most eloquent symbol of a magnificent past:
PALAZZO MEZZACAPO
Actually site of communal offices, inside many
"COSTAIOLE CANVASES" (Coastal painters), and in pure style of the Risorgimento the
"SALON of MIRRORS", with a magnificent ceiling frescoed with "the TRIUMPH of the OLYMPIC GODS). On this opera unfortunately you will note the bullet holes, a memory of the allied operations. After the landing of the 8th September 1943, the officers were housed in this palace, guests of the then Marchese Mezzacapo, young and beautiful the wife of Don Checco who was no longer a young man, it is said that she had a more damaging effect on the young officers than the German enemy...
Even more notable than the young Marchese named "cavallerizza" by the population was her noble ancestor: the eccentric "MARCHES 'E MAIJURE" (of the XIX century, who became proverbial for his habit of going to the window and facing the sun after lunch proclaiming:
"QUANNO AGGIO MANGIATE IO HAVE MANGIATO TUTTO 'O MUNNO!" (When I have eaten all the world is sated)...
THE COSTAIOLI PAINTERS
Attivi tra la seconda metà del XIX sec ed i primi anni trenta di questo
secolo GAETANO e LUIGI CAPONE, ANGELO DELLA MURA, MANFREDI NICOLETTI,
RAFFAELE D'AMATO, LUIGI PAOLILLO, ANTONIO FERRIGNO, LUCA ALBINO, GAETANO
CIMINI, ULDERICO FORCELLINI, ENRICO ed IGNAZIO LUCIBELLO, ANTONIO ROCCO
e PAOLO CARUSO... per ricordarne solo i più noti, portarono sulla scena
artistica internazionale una ventata di colore, di gioia, ma allo stesso
tempo d'intimismo, che ampia attenzione destò presso critica e artisti
d'ogni derivazione, alcuni dei quali proprio a Maiori (e a Minori e
Ravello) vennero ad incontrarli, a confrontare le loro esperienze, in
molti casi ad apprendere...in quest'ottica sono infatti le esperienze
costiere di Zagoruiko, della pittrice alsaziana Lisa Krugell (che
letteralmente rifondò la concezione di paesaggio) ovvero le presenze di
artisti del calibro di M. C. Escher, del polacco Okun, del romano
Antonio Mancini...
Più che una vera e propria scuola tuttavia, i "PITTORI DI
MAIORI" - come qualcuno volle più efficacemente appellarli -
furono un modo di dipingere, una proposta, un grido, di quella pittura
meridionale che, tra il quadro di genere (la veduta ed il paesaggio a
macchia) e l'en plein-air impressionista, si trovava a partecipare al
travagliato momento vissuto dalla cultura europea di quel periodo,
divisa tra l'accademismo di maniera e le nuove tendenze...
La stragrande maggioranza delle loro opere arricchisce oggi collezioni
private sparse in tutto il mondo, opere "pubbliche", per così
dire, possono ammirarsi in numerose chiese, in qualche albergo di antica
tradizione o, presso edifici pubblici: primo tra tutti i saloni di PALAZZO
MEZZACAPO. Quivi si trovano dei pregevoli Capone, qualche Albino e,
di quest'ultimo in particolare, il superbo "PAESAGGIO DELLA
COSTIERA VISTA DA MAIORI" : un'inquadratura insolita
nell'ambito del paesaggismo dei Costaioli "...sintesi del grande
repertorio offerto dalla natura di Maiori..." (Bignardi)
Prima di lasciare il palazzo, meravigliosi ed unici nel loro genere, i
GIARDINI settecenteschi.
Disegnati a croce di Malta per volere di
Filippo Mezzacapo (Cavaliere di Malta dovette abbandonare l'Ordine per
perpetuare la dinastia), dai vialetti a roseto ci si affaccia su grosse
vasche percorse da una diramazione del Reginna: un bizzarro stratagemma
per godere un po' di frescura durante i mesi estivi...
Ripreso il Corso, passiamo l'ingresso della bella chiesina di S MARIA
DI COSTANTINOPOLI (all'interno è una splendida icona della omonima
"MADONNA") e, all'incrocio, imbocchiamo via Roma ove troviamo
il complesso del
SS ROSARIO
detto S Domenico
Della seconda metà del XVII sec., il convento fu sede di cattedre di
Filosofia, Teologia, Matematica e Filologia, dotato di ricchissima e
fornita biblioteca. Abbandonato a seguito delle leggi eversive (1809), i
locali vennero successivamente adibiti a carcere, pretura, per lo Sbarco
Alleato del'43 ad OSPEDALE da campo, fino alla chiusura dopo il
terribile terremoto del 1980. Nella sala adibita a pretura delle pitture
murali del "Costaiolo" Gaetano Capone, datate 1895.
La chiesa, in stile barocco, risulta assai ricca di quadri ed arredi
sacri...
Dritto è la via Nuova Chiunzi, che percorriamo fino all'indicazione di
S Pietro in Posula. Imboccata la scaletta alla sua destra del cartello,
pochi scalini e approdiamo nel punto in cui nel VII sec gli Etruschi
fondarono la prima Reghinna. Quivi sorgeva il tempio del dio Vertumno,
raso al suolo dai Cristiani intorno al IV sec, e sostituito colla
basilica di S PIETRO in POSULA appunto, che conserva una bellissima
STATUA dell'Apostolo...
Attraverso il viadotto sul fondo della piazza guadagniamo via Chiunzi e,
a circa seicento metri, la chiesetta di
S MARIA delle GRAZIE
Parte superstite di una basilica trinavale del VI sec, venne
ristrutturata nel 1700 e, nuovamente, dopo la terribile alluvione del
1910: sotto la volta dell'altare, affrescata, l'INTERCESSIONE della
MADONNA in occasione del nubifragio...
All'interno: la quattrocentesca "VISITAZIONE", "LA
CROCIFISSIONE", della bottega del Sabatini, ed una "FONTE
BATTESIMALE " della fine del '500...
Un centinaio di metri e per via di un attraversamento riprendiamo la via
Nuova Chiunzi. Segue via S Martino, sulla cui cima è la chiesina
romanica di S MARTINO VESCOVO e, a cinque-seicento metri, Ponteprimario:
l'antica "Pons Primarius", ove la popolazione reghinnese
ricostruì la cittadina dopo la terribile rappresaglia di Silla avverso
coloro gli si erano opposti nelle Guerre Sociali...
Sul lato sinistro della strada via Parrocchiale conduce alla
chiesa
della MADONNA del PRINCIPIO, che conserva una superba statua lignea
della MADONNA, opera pregevolissima di un pastore devoto del XIII sec,
andata perduta, eppoi miracolosamente rinvenuta interrata da un
contadino del luogo...
ROSSELLINI A MAIORI
Il corso di Maiori e l'immediato entroterra furono lo scenario preferito
da Roberto Rossellini che dopo il successo di "ROMA CITTA' APERTA"
del '45, che lo consacra mostro sacro del cinema internazionale,
inaugura un vero e proprio "periodo Maiorese": "DON
ROBERTO CA' HA MISO CASA E PUTECA" (Rossellini si è sistemato a
Maiori in pianta stabile) dicevano i pescatori maioresi...
Erano gli anni del felice idillio (sentimentale oltre che professionale)
colla Magnani, del tenero rifugio de "la Storta", in quel di
Furore...ma anche dell'arrivo della tempesta Bergman (Ingrid), delle
prime liti, e del piatto di spaghetti che Nannarella tirò in faccia
all'ormai trasognato Roberto sul terrazzo dell'Hotel Luna di Amalfi...
Tra liti furibonde e romantiche passeggiate presero vita tuttavia: nel
'46 "PAISA'"; nel 1948 "L'AMORE" e "LA MACCHINA
AMMAZZACATTIVI", nel cui cast l'autore annota: G. Pisano, M. Buferd,
W. Tubbs e "...gli abitanti di Maiori, Amalfi ed Atrani"...
Conclude l'esperienza "VIAGGIO IN ITALIA " del 1953, in cui la
parola fine appare sulle immagini di una caotica e miracolosa
processione sul Corso Reginna...
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