TESTIMONI DI UN GLORIOSO PASSATO, DELL'INCONTRO DI POPOLI E CULTURE, LUNGO L'INTERO ARCO COSTIERO: VECCHIE MURA DI CASTELLI, VILLE GENTILIZIE, CHIESE E SANTUARI... CI RIVOLGIAMO NON ALL'ESPERTO MA ALL'OSPITE CURIOSO E GOLOSO DI DELIZIE CULTURALI, A COLUI CHE INTENDE CONOSCERE QUALCOSA IN PIÙ DEI POSTI IN CUI VIENE A STARE...

...Giratesori...

          E sogno è la parola esatta, in quest'angolo ove sembra che Dio abbia profuso maggiore grazia che altrove..."il giorno del Giudizio Universale per gli Amalfitani che andranno in Paradiso sarà un giorno come tutti gli altri...": Fucini (Renato) docet...

          Tuffiamoci nelle cento chiese, nei sontuosi palazzi dalle finestre bifore intrecciate di buganvillee, nelle accorsate piazze dai davanzali adorni di gerani e di pomodorini a piennolo...

          L'ingresso del paese è guardato dalla maestosa TORRE di S FRANCESCO, spagnola ma dal popolo voluta "Saracena"; impressionante il colpo d'occhio sul paese: la cascata del Rione Vagliendola sulle mille barche in rada, ed il silvano vigore del parco dei Cappuccini...appena oltre, le frazioni, poco più che grappoli di case, arroccate a campanili moreschi sospesi nel verde delle vigne e dei terrazzi di limoni che scendono fino a baciare le onde...ancora dietro il Capo di Conca...

          Sul lato interno della strada, nel marmo delle targhe la memoria delle esclusive frequentazioni dell'accorsato albergo, in origine convento di S Francesco (1222); al suo interno un preziosissimo CHIOSTRO. Poco oltre una rampa di scale unisce alla chiesa di S ANTONIO, ammirevoli gli AFFRESCHI duecenteschi della cripta, ed ancor più la devozione della processione navale del 13 giugno. Domina lo scenario l'ex MONASTERO delle BENEDETTINE, eretto nel X sec. ma dal XIX cimitero monumentale e, più sopra, i resti del CASTELLO di SCALELLE coll'altera TORRE dello ZIRO...ma è territorio scalese, ne parleremo altrove...

           Ormai in Viale delle Regioni, il PANNELLO CERAMICO DI DIODORO COSSA celebra le gesta amalfitane. Attigua apre Piazza Municipio, l'antico "Rione Campolillo", ov'erano alcune Domus aristocratiche ed il palazzo Ducale: resistono pochi RUDERI (del Palazzo Ducale) ed un antico POZZO medievale. Il grande palazzo color ocra è il Municipio, che tra l'altro ospita il ricco MUSEO CIVICO, ove le glorie che furono trovano debito ossequio: esemplari di TARI'; antichi STRUMENTI NAUTICI, tra cui la BUSSOLA; rarissimi CODICI tra i quali le "TABULE AMALPHITANE"; ed un copia delle "Pandette del CORPUS JURIS CIVILIS" di Giustiniano; l'antico CONFALONE ed i COSTUMI della Repubblica, sfoggiati in occasione della REGATA STORICA delle 4 REPUBBLICHE MARINARE, palio remiero tra Amalfi, Pisa, Genova, Venezia, che alternandosi la ospitano di anno in anno la prima settimana di giugno.

          Imbocchiamo ora lo stretto cunicolo sul lato settentrionale della piazza, il Supportico S Andrea e, al termine, il portone scuro che funge da entrata secondaria al Duomo. Sul lato dritto è la CRIPTA di S ANDREA edificata nel 1206 per accogliere le sacre spoglie dell'Apostolo, traslate ad Amalfi da Costantinopoli, e deposte in un urna d'argento sotto l'altare centrale, opera di Domenico Fontana. Sulla sua tomba varie volte all'anno in un'ampolla si raccoglie "la Manna", un misterioso liquido dagli effetti taumaturgici e miracolosi, apparso per la prima volta il 29 novembre del 1304...la Statua di S. ANDREA è opera del Naccherino, ai lati i SS. STEFANO E LORENZO di Pietro Bernini, padre e maestro del più famoso Lorenzo; sulla parete di fronte all'altare l'AFFRESCO di Aniello Falcone (1610) a documento del miracolo compiuto dal Santo mentre le sue spoglie entrano nel Duomo e, ad un tempo, unica raffigurazione della Cattedrale prima dell'adattamento barocco...attraverso la scala sul fondo dell'aula guadagniamo la BASILICA DEL SS CROCIFISSO. Edificata nel IX sec, tra le imponenti colonne conserva: preziosissimi AFFRESCHI altomedievali (una MADONNA COL BAMBINO, SCENE DI MIRACOLI ed EFFIGI DI SANTI, tra cui il Beato Fra Gerardo Sasso, amalfitano e fondatore dell'attuale Ordine di Malta) e, racchiuso in solide teche, il TESORO della CATTEDRALE, colla pregiatissima MITRA ANGIOINA fatta di gemme, oro, smalti ed un "pavè" di 19.000 perline, ed il CALICE in argento dorato con smalti, perle e gemme della metà…del sec. XIV. Dalla basilica passiamo al CHIOSTRO DEL PARADISO (1268), antico cimitero dei maggiorenti cittadini. In perfetto stile amalfitano, suggestivi la struttura ad archi intrecciati che vanno a scaricare su coppie di (120) colonnine marmoree, e ancora più il gioco di luci del porticato creato dai raggi di sole che fanno capolino tra gli archetti arabescati...segue la CATTEDRALE. La cosa migliore è quella di disporci in fondo alla navata centrale in modo da avere una visione d'insieme; nell'area absidale: un magnifico CROCIFISSO LIGNEO del XIII; due COLONNINE TORTILI ed i due PULPITI residui degli antichi amboni; sull'altare la tela del MARTIRIO di S. ANDREA opera di Andrea Dell'Asta discepolo del Solimena (1715); il nuovo ALTARE MAGGIORE ricavato dal sarcofago dell'arcivescovo Pietro Capuano morto nel 1359. Da non perdere inoltre: la delicata CROCE di MADREPERLA proveniente dalla Terra Santa e, uscendo, le PORTE DI BRONZO, le prime comparse in Italia, provenienti da Costantinopoli, dono di un patrizio amalfitano che le fece realizzare da Simone di Siria intorno al 1060...

          Prima di proseguire è d'obbligo uno sguardo alla piazza. Chiassosa, movimentata, domina su tutto la FONTANA DEL POPOLO, copia della più antica inghiottita dai marosi del 1356...

          Dal portico del duomo ora prendiamo dritti fino al Viale dei Prefetturi, che percorriamo fino allo slargo S Maria Maggiore alla CHIESA, DI S MARIA MAGGIORE (X sec) appunto, ed a quella di S MARIA ADDOLORATA, sede dell'omonima Arciconfraternita del 1777. Organizzano i Vespri della Settimana Santa i Confratelli, ed il CORTEO DEI BATTENTI, i candidi incappucciati che portano in processione i "Misteri", simboli della Passione e morte di Cristo. Apre la via Crucis del Giovedì Santo, col mesto corteo che per le vie del paese ripercorre le tappe della cattura e della Passione di Cristo, per poi cedere il passo al corteo funebre del Venerdì Santo, che al labile chiarore delle fiaccole scorta al sepolcro le settecentesche statue della MADONNA ADDOLORATA e del CRISTO MORTO...la scena si svolge nel più assoluto silenzio, rotto soltanto, a sprazzi, dallo struggente coro ( musiche e parole del musicista amalfitano Antonio Tirabassi 1882-1947) che urla la disperazione della divina Madre...

          Ancora dritti, riprendiamo per qualche metro il corso principale, fino alla Ruga Nova, l'antico porticato sul cui inizio sono i resti di un BAGNO ARABO, e sfociare quindi in Piazza Spirito Santo. Rifocilliamoci un attimo alla caratteristica FONTANA della "Capo 'e Ciuccio" (vi si abbeveravano gli asini provenienti dalla Valle dei Mulini) per proseguire verso la parte alta del paese. Passato l'arco della "Faenza" l'antico quartiere arabo, incontriamo: la CARTIERA CAVALIERE, che continua a produrre carta utilizzando tecniche tradizionali e, alcune centinaia di metri più avanti, il MUSEO DELLA CARTA A MANO DI AMALFI, ove scampate all'abbandono si ammirano ancora funzionanti antichissimi congegni per produrre i preziosi fogli. Proseguendo, una serie di vetusti edifici ed ancor più la maestosa CIMINIERA in muratura ci ricorda la fiorente attività manifatturiera di Amalfi (carta e ceramica); sul termine della strada è il MUSEO DEI MESTIERI E DELL'ARTE CONTADINA con una cospicua raccolta di attrezzi agricoli ed utensili artigiani usati in Costiera Amalfitana negli ultimi quattro secoli; attigua al Museo una ripida gradinata va a tuffarsi nella VALLE DELLE FERRIERE, in tempi non lontani vero e proprio polo industriale tra Amalfi-Scala-Pogerola. Oltre, le cartiere, ormai reperti (interessantissimi) di archeologia industriale. Quivi sorgeva l'antica FERRIERA che dal XIV sec lavorava il minerale che i bastimenti amalfitani giungevano a caricare fino all'Elba, in Puglia o in Calabria. La fabbrica dava lavoro all'intero circondario con una sorta di specializzazione che vedeva gli Scalesi addetti alla produzione di carbone vegetale, il prezioso combustibile per le fucine e, sul versante opposto della Valle, i Pogerolesi a fornir manodopera nella fucina, o occupati nei loro minuscoli laboratori a fabbricar "CENTRELLE" i caratteristici chiodi pogerolesi...L'attività andò avanti fino all'inizio del secolo scorso, allorquando, ormai fuori mercato, la Ferriera venne inesorabilmente dismessa, segnando l'inizio del lento ed inesorabile abbandono della Valle. Abbandono non del tutto deleterio se si pensa che, ormai conclusi i commerci umani, la natura venne a riprendersi il dominio incontrastato della valle, ripristinando lo scenario incontaminato tanto caro ai Grandi Viaggiatori romantici: Shinkel, Hare, Richter, Goethe per citarne solo alcuni (che di questa zona famosissimi dipinti e resoconti hanno lasciato in giro per il mondo)...e l'habitat di rarissime specie animali: FALCO PELLEGRINO, LONTRA, o curiosi endemismi come la graziosissima SALAMANDRINA degli OCCHIALI...e di piante neofite: delicati ciclamini, orchidee selvatiche, ma soprattutto della WOODWARIA RADICANS o FELCE BULBIFERA GIGANTE, una felce del periodo Terziario, oggi tutelata dalla Convenzione di Berna...più che ottime argomentazioni per la creazione della Riserva Naturale Orientata ...ma è ora di tornare...

Nuovamente sul corso principale, in corrispondenza della già nota Fontana "Capa e' Ciuccio" imbocchiamo l'entrata del PALAZZO CASTIOTA sul lato destro. D'impronta tardogotica, nel bell'androne due pregevolissimi AFFRESCHI raffigurano episodi dell'epoca ducale. Attraverso il varco al piano superiore, guadagniamo via F.M. Pansa ove sono i RESTI (cappella terranea ed androne con volte a crociera) dell'antico Convento di S Nicola. Proseguendo, suggestivi vicoletti cedono il passo a maestosi androni, portali e una serie di PALAZZI GENTILIZI...fino a sboccare nella suggestiva Piazza dei Dogi. Sul limite settentrionale apre un varco verso la Piazza Duomo con due grandi arcate ogivali che danno sui resti degli antichi ARSENALI DELLA REPUBBLICA. Unico esempio di cantiere navale meridionale, attestato già nel XI sec, le dodici arcate attuali rappresentano solo parte residua delle venti-ventidue che aprivano verso il mare. Sulla parete esterna all'entrata il magnifico PANNELLO CERAMICO del Rossi raffigura i traffici amalfitani...

          Sul lato meridionale della piazza una ripida scalinata collega all'antico Rione Vagliendola. Quivi era la PORTA OCCIDENTALE della città, la "Vallenula"(ve ne erano altre quattro) e, questa c'è ancora, la chiesa di S BIAGIO, antico possedimento dell'Abbazia di Montecassino. Di impianto alquanto semplice, eccetto il piccolo campanile bizantino, conserva pregevoli DIPINTI cinquecenteschi ed uno splendido PAVIMENTO CERAMICO della fine del '700. Proseguendo dritti lungo la pittoresca strada che costeggia il caseggiato appare il celeberrimo ALBERGO DEI CAPPUCCINI: "...chi non ha visto Amalfi, non ha visto il mondo, ma chi non l'ha vista dalla terrazza del Convento dei Cappuccini, non ha visto Amalfi..." (O. Stiwell). L'ostello occupa i locali di un antico convento del 1212, fondato da Pietro Capuano al posto della chiesa di S. Pietro a Toczolo, anteriore al secolo X. Affidato ai Cistercensi di Fossanova e più tardi abbandonato, il convento nel 1583 venne concesso ai Cappuccini, e nuovamente soppresso a seguito delle Leggi Eversive del 1815. Parte dell'edificio Š andata distrutta dalle frane, abbastanza conservati tuttavia: il bellissimo CHIOSTRO del XIII sec (il terzo Chiostro amalfitano) e la magnifica loggia fiorita... da questo punto si gode una panoramica incantevole, Amalfi offre una visione indimenticabile: le candide case, inframmezzate dai limoni e dagli olivi, digradano verso la marina, quasi a volersi tuffare in quel magnifico mare smeraldo...

          Ripresa la stradale, e passata la galleria "del Cieco", imbocchiamo sul lato interno via Maestra dei Villaggi, l'antica ed unica strada che univa al centro i casali limitrofi; in alternativa i più pigri potranno continuare lungo la SS 163, e prendere poi via Papa Leone X, la strada rotabile per Pogerola; noi continuiamo a piedi...

          Il primo villaggio che incontriamo è Pastena, poche case dalle grandi finestre ad arco, sparse lungo una spettacolare gradinata di limoneti che giunge fino al mare: domina su tutto la Chiesa parrocchiale di S MARIA ASSUNTA del XIV sec...

          Sempre dritti segue Lone, altro villaggio, arroccato attorno alla chiesa della NATIVITA' DI MARI A VERGINE, del secolo scorso, al centro di un'ampia terrazza che come per incanto spunta dal verde dei limoni: dà su Amalfi e sull'intero golfo da un lato, sull'abitato di Vettica, sulla Spiaggia di S Croce con l'Arco Naturale, Conca Dei Marini sul lato opposto...

          Sul fondo dell'aia imbocchiamo la ripida scalinata che ci immette alla rotabile via Papa Leone X, che percorriamo in salita per circa cinquecento metri, fino alla Punta di Pastena, alla gi… nota Chiesa dell'Assunta, ove ci reimmergiamo tra i limoneti di via Montetillo... segue via Spinale, fino al delizioso villaggio di Pogerola...

          Antico Castrum Pigellule, dotato di un'imponente cinta muraria, di torri e porte d'ingresso, proteggeva il versante Occidentale di Amalfi, mantenendo al suo interno numerose abitazioni, piccoli poderi, chiese e monasteri. Di quei tempi gloriosi unicamente resistono: sull'estrema propaggine meridionale la TORRE DI POGEROLA con pochi scampoli di MURAGLIA tra i boschi circostanti; la Chiesa parrocchiale di S MARINA del 1140; i RUDERI del MONASTERO DEI SS BENEDETTO E SCOLASTICA A TAVERNATE nel cuore dei castagneti alle spalle del borgo...Al centro della piazza è la bella Chiesa della MADONNA DELLE GRAZIE del XVI sec, al cui interno è un PALITTICO del XVII sec...

          Dal lato sinistro della chiesa apre via Riulo che conduce al Rione omonimo, ed al cuore delle montagne Pogerolesi, Tavernata, ove in epoca antichissima passava la Via Stabiana, l'arteria che univa i territori amalfitani alla Penisola Sorrentina. Resistiamo a fatica al richiamo dei boschi, al silvano vigore della montagna, all'aria salubre dei monti pogerolesi, per piegare a destra, verso la pedonale ad ampi gradoni che, sinuosa, disegnando ampie curve nelle pendici boschive del monte Tabor, ci riporta nuovamente ad Amalfi, dall'alto, attraverso la sua magnifica Valle dei Mulini...

ELENCO DEI MONUMENTI E DEI SITI DI INTERESSE PAESAGGISTICO E CULTURALE:
CHIOSTRO DI S FRANCESCO (presso Hotel Luna Convento)
CHIESA DI S ANTONIO DA PADOVA
PANNELLO CERAMICO DI DIODORO COSSA
SALONE MORELLI/MUSEO CIVICO
COMPLESSO ARCHITETTONICO DEL DUOMO
CHIESA DI S MARIA MAGGIORE
CHIESA DELL'ADDOLORATA
VALLE DEI MULINI
ANTICHE CARTIERE
MUSEO DELLA CARTA
MUSEO DEI MESTIERI E DELL'ARTE CONTADINA 
VALLE DELLE FERRIERE
PALAZZO CASTRIOTA
PIAZZA DEI DOGI
ANTICHI ARSENALI
PANNELLO CERAMICO DI RENATO ROSSI
RIONE VAGLIENDOLA
CHIESA DI S BIAGIO
ALBERGO DEI CAPPUCCINI
CHIESA DI S MARIA ASSUNTA A PASTENA
CHIESA DELLA NATIVITA' DI MARIA VERGINE
VILLAGGIO DI POGEROLA
CHIESA PARROCCHIALE DI S MARINA
CHIESA DI S MARIA DELLE GRAZIE
RUDERI DEL CASTELLO