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GRANDI EVENTI IN COSTA D'AMALFI, CROCEVIA TRA ORIENTE ED OCCIDENTE, MEMORIA DI POTENZA E DI GLORIA, E DI SANGUE E DI CATENE, DI CULTURE CHE SI AMMIRANO, SI SCONTRANO, INFINE CONVIVONO: SULLE FACCIATE DELLE CHIESE, NEI LINEAMENTI DELLE SUE GENTI... |
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Il nome le verrebbe da Ercole, che la sua magnifica spiaggia volle estrema dimora per la leggiadra Amalfi, la ninfa dagli occhi color di mare…ma forse è solo una leggenda, alla maniera classica, e furono piuttosto i pratici abitanti di Scala a fondarla nel VI sec…
Dall’839 al 1096 stato indipendente, maggiore potenza commerciale e militare dell’alto Tirreno, la Repubblica (Marinara) di Amalfi riuniva sotto lo scudo d'argento bandato di rosso un ampio territorio compreso tra Gragnano, Agerola, Lettere e Tramonti sul versante interno, Cetara e Positano sulla costa, l’isola di Capri e tutta la zona di mare antistante, identificando Amalfitani tutti coloro che entro questi confini venivano a trovarsi. All’unisono nelle relazioni politiche e militari, nei rapporti interni ogni “Universitas” manteneva il proprio nome ed un’ampia autonomia amministrativa, ma anche un ruolo specifico a servizio delle città sorelle; centro produttivo e fornitissimo scalo merci, Amalfi fu capitale, sede dell’Arcivescovado e del Governo centrale, al cui vertice si successero Prefetti, Comiti, Giudici, finché Mastalo II nel 954 instaurò il Ducato…
In questi territori: il Tarì amalfitano, d’oro e di bronzo, fungeva da valuta franca; si navigava osservando i dettami delle “Tabule Amalphitane“ e servendosi di Bussola cinese e Astrolabio egiziano, strumenti fino allora sconosciuti…addirittura s’inventò un nuovo modo di costruire, lo stile “romanico-amalfitano”, sui generis, assemblatore, che al rigore dello stile romanico (occidentale) apportò elementi di cultura bizantina ma soprattutto moresca...
Ma sul finire del XII sec la favola finisce; ormai è il Guiscardo a dettar legge nel Sud Italia, ed il tentativo amalfitano di affrancarsi sancisce la definitiva deposizione del Duca (1096)…ed il via libera ai Pisani, che nel ‘135 (e ancora nel 1137) saccheggiano la Costa e piegano definitivamente ogni speranza di rinascita. Avvilita e sconfitta, feudo ereditario nelle mani di dominatori che vanno e vengono, Amalfi e la sua Costa ridotti a modesti paesi sopravvivono solo grazie all’agricoltura e ad una timida attività manifatturiera e mercantile: carta, panni di lana, concerie…e dal XVII-XVIII sec paste alimentari e limoni...fin verso la metà del XIX sec… E dopo quelle sensibili avanguardie l’appuntamento è agli anni ’60, gli anni del boom economico e della “Dolce Vita”, che in estate bivacca tra Capri, Positano ed Amalfi; attori, registi, artisti, avventurieri, popolano la Costiera Amalfitana: nascono amori ed opere d’arte…sulle orme dei Vip esplode il grande turismo: il sogno si apre a tutti… |
